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Blessed Mamma Rosa

The Blessed Eurosia Fabris Barban (1866-1932), the fi rst person to be beatifi ed outside Rome during the pontifi cate of Benedict XVI, which event took place in Vicenza on 6th November 2005. The story of the simple, humble life of a woman of the common people, who dedicated herself totally and heroically to her love for her family. She had nine children, of whom three became priests, and also welcomed another three into her family as adopted children.

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Abbazia di San Giuseppe

13 aprile 2016 san Martino I, papa e martire

Carissimo Amico dell’Abbazia di San Giuseppe,

”Non posso non sottolineare l’importanza della testimonianza data dalle famiglie cristiane, diceva papa Francesco, in Corea, il 16 agosto 2014. In un’epoca di crisi della vita familiare, le nostre comunità cristiane sono chiamate a sostenere le coppie sposate e le famiglie nel compimento della loro missione nella Chiesa e nella società.» Eurosia Fabris Barban, madre di famiglia, è stata beatificata il 6 novembre 2005 da Benedetto XVI. Il venerabile Pio XII già diceva di lei: «Bisogna far conoscere questa bella anima, è un esempio per le famiglie di oggi!» Eurosia Fabris Barban è nata nel 1866 da una famiglia di agricoltori italiani. Luigi e Maria Fabris, i suoi genitori, vivono nel comune di Quinto Vicentino, nel Veneto. La bambina viene battezzata poco dopo la nascita e riceve il nome di una vergine martire del IX secolo, santa Eurosia, principessa di Boemia fatta prigioniera dai Saraceni e morta per la sua fede. Appassionata del Vangelo Nel 1870, la famiglia si trasferisce a Marola, nel comune di Torri di Quartesolo. Eurosia vi abiterà per tutta la vita. Occupata nei lavori agricoli e domestici, frequenta la scuola elementare solo tra il 1872 e il 1874. Questi due anni di istruzione le consentono di imparare a leggere e a scrivere. Si familiarizza con la Sacra Scrittura, il catechismo, la Storia sacra?; legge l’Introduzione alla vita devota di san Francesco di Sales e le Massime eterne di sant’ Alfonso de’ Liguori. Sua madre le insegna il suo futuro mestiere di sarta. A partire dalla sua prima Comunione, a dodici anni, si comunica in ogni giorno di festa. Iscritta all’associazione delle Figlie di Maria nella sua parrocchia, s’impegna nell’osservanza del suo statuto. La sua pietà mariana cresce sotto l’influsso del vicino santuario della Madonna del Monte Berico, dove la Vergine era apparsa nel XV secolo, liberando la regione da un’epidemia di peste. Eurosia vi prega Maria perché la malattia spiritualmente mortale dell’indifferentismo e dell’empietà si allontani dal suo paese. La sua devozione si rivolge anche verso lo Spirito Santo, il Presepio, il Crocifisso e le anime del Purgatorio. Si appassiona al Vangelo e al catechismo, che insegna, fin dall’età di quindici anni, ai bambini della parrocchia; in seguito farà lo stesso nei confronti delle ragazze che frequenteranno il suo laboratorio di cucito. Ha un modo tutto personale di rendere questo insegnamento appassionante per il suo giovane uditorio, disseminando l’esposizione dottrinale di aneddoti e istruzioni morali e pratiche. Ma i bambini percepiscono prima di tutto la grande carità che la anima: si sentono amati e comprendono che cosa significhi amare Dio. Eurosia trova la sorgente di questo grande amore nella preghiera. Fin dalla sua più tenera infanzia, prega e medita regolarmente. A diciotto anni, è una ragazza seria, pia e laboriosa. Nonostante la povertà della famiglia, cura la pulizia e l’ordine. Le sue virtù e il suo fascino non passano inosservati: riceve diverse proposte di matrimonio, che rifiuta. Nel 1885, una giovane vicina, la signora Barban, muore lasciando tre figlie in tenera età, di cui la prima muore anche lei poco dopo. Le altre due hanno rispettivamente venti e quattro mesi. Uno zio e il nonno, malato cronico, vivono con il padre delle due orfane. Sono uomini dal temperamento forte, che spesso litigano tra di loro. Per sei mesi, ogni mattina, Eurosia va a prendersi cura di queste bambine e sbriga le faccende domestiche. Carlo Barban, il vedovo, non tarda a chiederla in moglie. Dopo aver a lungo pregato per conoscere la volontà del Signore, e ben consapevole delle difficoltà future, ella segue il consiglio sia dei suoi genitori che del suo parroco, e accetta di sposare Carlo. Il matrimonio, che considera come una missione di Dio, viene celebrato il 5 maggio 1886?; sarà benedetto dalla nascita di nove figli, senza contare le due piccole orfane e tre adozioni. Uniti dal sacramento del matrimonio, i coniugi Barban camminano insieme verso la santità prendendosi cura dei loro numerosi figli. Dove trovare i mezzi economici per allevarli. Certo, Carlo possiede delle terre fertili, ma ha ereditato debiti pesanti. Eurosia lo incoraggia alla fiducia: «I figli, Dio ce li invia come un tesoro. Confidiamo in Lui, perché Egli non permetterà che ci manchi il necessario.»

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